Archivio della categoria: VETRINE

VETRINE VESTITE D’ARTE 2016

«I have a dream»

io_ho_un_sognoLe Vetrine Vestite d’Arte che i nostri associati hanno creato in occasione della festa San Michele 2016 avevano come titolo “I have a dream”, credo che il tema di base abbia rappresentato non solo i progetti e l’espressione dei vari gruppi di artisti, ma anche la realizzazione di un nostro unico sogno, quello associativo.

Nata nel 2012, la BiART Gallery è stata istituita per appoggiare artisti locali presenti nella Scuola d’Arte B. Ramenghi di Bagnacavallo che volevano an- dare “oltre”, ovvero sognavano di poter realizzare installazioni o di poter partecipare a kermesse anche fuori dall’ambito provinciale e regionale. Gra- zie alla grinta di queste persone e alla loro continua ricerca è cominciato un percorso all’unisono, tra gli associati, in continua ascesa.

L’attività divulgativa di BiART Gallery spazia dalle serate di storia dell’arte aperte al pubblico, ai corsi per imparare peculiari tecniche artistiche, a mo- stre e fiere espositive. Attraverso questa iniziativa, inoltre, il territorio urbano a rischio di degrado si è trasformato in materia di studio per le sue affasci- nanti caratteristiche architettoniche ed evocative, stimolando le idee e la cre- atività degli artisti che, con le loro installazioni, hanno saputo meravigliare ancora una volta il pubblico.

Grazie alla stretta collaborazione con l’Amministrazione Comunale, l’Arte Contemporanea diventa così finalmente un linguaggio visibile a tutta la citta- dinanza, in grado di stupire ed affascinare nelle sue varie espressioni.

Il Presidente Claudia Asoli

Scarica il PDF VETRINE VESTITE D’ARTE 2016 (4Mb), una pubblicazione che permette di volgere uno sguardo agli allestimenti di quest’anno e di leggere alcune curiosità sulle persone che hanno lavorato a questi progetti.

VETRINE VESTITE D’ARTE 2015

Vetrine vestite d’arte
“e l’arte illumina la mente e nutre lo sguardo”

Per rafforzare il legame fra l’arte e il territorio e portare l’espressione artistica anche fuori da gallerie e musei, è stato realizzato, non ultimo, il progetto “Vetrine vestite d’arte”. L’ampia partecipazione degli artisti, oltre che un contribuito ad allontanare il degrado dalle vie della città, è una dimostrazione di sensibilità ed impegno ver- so la comunità.
Continuiamo a lavorare con la convinzione che i lin- guaggi dell’arte e la loro espressione favoriscano lo sviluppo del pensiero positivo e della comunicazione.
Il Presidente
Claudia Asoli

Scarica il PDF VETRINE VESTITE D’ARTE 2015 (4Mb), una pubblicazione che permette di volgere uno sguardo agli allestimenti di quest’anno e di leggere alcune curiosità sulle persone che hanno lavorato a questi progetti.

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SAN MICHELE 2015 – VETRINE VESTITE D’ARTE

Di seguito alcune delle immagini delle Wunderkammer che anche quest’anno gli artisti della scuola d’arte B. Ramenghi di Bagnacavallo hanno proposto e prodotto in occasione della festa di San Michele.

VETRINE D’ARTE – INVERNO 2014-15

Di seguito alcune immagini delle Wunderkammer di Bagnacavallo, riguardanti l’inverno 2014-15

VETRINE D’ARTE – San Michele 2014

In occasione della festa di San Michele in Bagnacavallo, il progetto VETRINE VESTITE D’ARTE si sta aggiornando. Di seguito alcune immagini delle wunderkammer presenti da maggio 2014. Installazioni ed opere di di artisti tra i quali Pasquale Golia, Fernando Orrico e Giulia Longanesi.

vedi altre immagini del progetto wunderkammer

VETRINE VESTITE D’ARTE

GALLERIA IMMAGINI VETRINE VESTITE D'ARTE

A Bagnacavallo, le vetrine sfitte si trasformano in  Wunderkammer – camere delle meraviglie – per mantenere viva su di loro l’attenzione, attribuendo un valore al “tempo dell’attesa” dei negozi in cerca di una destinazione. Si attua così una sinergia fra cultura ed economia che va a rafforzare l’identità della nostra città.

Il progetto patrocinato dal Comune di Bagnacavallo è realizzato dagli artisti della Scuola d’Arte in collaborazione con l’associazione culturale BiART Gallery..
Non prevede nessun vincolo e nessun costo per i proprietari dei negozi e gli artisti che realizzeranno gli allestimenti, ma un comune obiettivo, dare un sostegno alle attività produttive e conseguentemente mantenere vivo il nostro centro storico. A questo fine, è comune la consapevolezza che è fondamentale mantenere ricco di offerte il centro storico, sapere accogliere, sorprendere, interessare, incuriosire il visitatore.

Si potrà trasformare la città in uno spazio espositivo diffuso, dove basterà passeggiare per le sue vie, percorrere i lunghi porticati per ammirare opere d’arte contemporanea, opere che si affacceranno sul nostro vivere quotidiano; saranno loro a venirci incontro, non occorrerà essere motivati ad andare in una galleria ma le troveremo in zone impensate della città. Caratterizzeranno gli ambienti, ce le ritroveremo davanti quando andiamo a fare la spesa, avremo così la possibilità, gradita e inconsapevole, per ritagliarci una pausa dal nostro divenire quotidiano, pensare guidati dalle sinergie dell’arte e apprezzare nel contempo lo spazio e la posizione del negozio. Vivere bene nel proprio paese ha un valore primario per l’essere umano, l’ansia inconscia che ci crea il senso di abbandono e di degrado di alcune zone del cuore della città può essere trasformata in meraviglia! Sono questi valori collettivi e ineludibili, il bello crea positività, il brutto rimane, ed è semplicemente brutto.

Il progetto coinvolge al momento 10 vetrine (6 saranno presentate in occasione di S. Michele) i cui proprietari hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa, consapevoli che in questo momento di crisi occorre trovare delle soluzioni che valorizzino la città nel suo insieme e ne rafforzino la sua identità. Hanno compreso che è fondamentale perseverare nell’agire verso obiettivi possibili, e questo può essere uno, grazie anche all’aspetto architettonico e alla posizione geografica della nostra città. Mentre per gli artisti (32 sono quelli che hanno lavoreranno per gli allestimenti) è una occasione per fare conoscere il loro lavoro al di fuori dei meccanismi del sistema economico dell’arte e un motivo di orgoglio dettato dalla loro sensibilità; dare vita a un progetto che può sembrare secondario ma che segna il passo in quello che sarà il futuro dell’arte. Non un linguaggio per pochi ma sempre per più persone, per contaminare con i suoi valori, la quotidianità collettiva.